Archivio di Epicentro Giovanile

Vivere in tempo di pandemia 6

Ciao a tutti! Sono Mariano, ho 15 anni e frequento l’Epicentro da poco più di un mese. Questo periodo è un po’ strano e non solo per me… Credo lo sia per tutti. È strano perché, per esempio, al centro non possiamo stare troppo vicini e dobbiamo indossare la mascherina. Con la DAD ho un rapporto di amore e odio: mi piace e non mi piace. Ci sono aspetti che me la fanno apprezzare e altri, invece, che me la fanno odiare. In famiglia potrebbe andare meglio ma non mi lamento se non fosse per il fatto che non vedo mia nonna da tanto tempo a causa di un intervento che l’ha resa quasi totalmente paralizzata. 🙁
Frequentando da poco il centro non conosco benissimo tutti però voglio già bene a tutti. Spero tanto arrivino tempi migliori sia per l’Epicentro sia per tutto il resto.

Mariano Maratea

Vivere in tempo di pandemia 5

Tempo di pandemia… Non proprio un bel momento. Credo che ciò che dovremmo cercare di fare è vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, anche quando ormai ci sembra che non ci sia più acqua… Credo che possa essere l’unica cosa che non ci fa affondare.
È circa un mese che sono positivo (fortunatamente asintomatico) e sono chiuso in casa da solo. Stare da soli per tanto tempo ti costringere a stare un po’ anche con te stesso e questo a volte può fare davvero paura… Perché magari sei l’ultima persona con la quale tu vorresti stare, perché magari sei costretto a pensare a tutte le cavolate che hai fatto nella tua vita… Ed è esattamente questo il momento di vedere quell’acqua, di cercare goccia dopo goccia di quel bicchiere.
Ho capito che la solitudine fa paura per questo motivo. Perché non hai più modo di scappare da te (cosa che in tempi “normali” può venire molto facile con le mille attività che possiamo fare). Fa impazzire davvero un isolamento… Ed ho la possibilità di sentire tutti quando voglio, di fare videochiamate, inviare messaggi, ma l’isolamento è brutto… Sai che non puoi abbracciare nessuno e questo mi fa pensare a quanto è brutto questo virus, che è riuscito a togliermi una delle cose essenziali della mia vita: il contatto fisico con le persone. E l’isolamento fa perdere a volte il contatto con la realtà anche (basti pensare che sono entrato in casa che faceva caldo ed ora vedo tutti con i cappotti per strada).
Penso tanto ad una nuova canzone dei Negramaro, Contatto… Per arrivare a vederti, per arrivare a toccarti, per arrivare fin qui, ho dovuto sognarti. Ho trovato il contatto, era solo in un sogno.
Ecco questo è vedere il bicchiere mezzo pieno forse: sognare.
I primi 10 giorni li ho passati a cercare di non impazzire, i successivi 10 giorni li ho passati a convincermi che fossi diventato pazzo. 🙂

Capisco sempre più l’importanza di un sorriso ricevuto e di uno magari non dato.
Capisco l’importanza, almeno per me, del contatto fisico.
Capisco che l’amore deve essere tutto, anche quando non vogliamo.
Capisco che se mi guardo attorno non sono solo.
Capisco che forse non è stato poi una cosa così negativa questo isolamento.
Capisco che dovremmo dedicarci molto più tempo di quanto facciamo di solito.
Capisco l’importanza di lasciare andare via qualcuno dalla tua vita.
Capisco che devo voler bene a Giovanni (qualcuno me lo ha ripetuto più volte).
Capisco che non sono libero se non amo.
Capisco che non mi piace raccontarmi, scrivere…
Capisco che è terribilmente liberatorio raccontarmi, scrivere (magari meglio se con carta e penna).
Capisco che potrei continuare a scrivere all’infinito ora che ho iniziato (e credo e spero che lo farò, ma per me e magari su un diario…)
IN REALTÀ CREDO CHE NON HO CAPITO ANCORA UN CA**O e che devo capire ancora tante cose…

Forse potrebbe essere questo il mio bicchiere mezzo pieno…

Giovanni Stilla

Vivere in tempo di pandemia 4

Ho conosciuto l’Epicentro dopo aver iniziato il primo anno di scuola superiore. Durante il quale ho avuto don Nico come professore di religione che invitava tutti a frequentare l’Epicentro Giovanile. Ad oggi sono 4 anni che frequento il centro dove ho avuto la possibilità di stringere tantissime amicizie e vivere tantissime esperienze che mi hanno segnato profondamente e per sempre. Purtroppo anche l’Epicentro sta risentendo di questo brutto periodo che stiamo vivendo… Sono tempi difficili ma stiamo facendo di tutto per restare uniti. Durante il primo periodo di quarantena, pur di vederci e stare insieme, ci incontravamo tramite videochiamate e ci raccontavamo come trascorrevamo le giornate ed altro ancora. Questa situazione la sto vivendo, come penso tutti, un po’ male… Non possiamo fare niente, non possiamo nemmeno fare delle uscite con il centro, stare tutti insieme, parlare, fare delle attività… Spero che questo brutto periodo passi subito così da poter tornare a stare tutti insieme, anche se non come prima ma almeno stare insieme. 😊

Francesco Cappucci

Vivere in tempo di pandemia 2

A differenza della scorsa ondata di contagi, questa che stiamo vivendo ora mi sembra peggiore.
Finalmente eravamo tornati tutti insieme a scuola ma, dopo neanche un mese, ci hanno di nuovo separati. Questa DAD è orribile! È stressante passare 5 o 6 ore al giorno davanti al computer con soli pochi minuti di pausa tra una lezione e un’altra. Le materie più difficili non si riescono a capire bene e alcuni professori ci assegnano capitoli interi perché “stiamo facendo la bella vita a stare chiusi in casa dalla mattina alla sera”.
Non vedo i miei amici da quasi un mese, e proprio quest’anno che ho iniziato a frequentare l’Epicentro e a divertirmi, non posso più farlo come prima. Non posso abbracciare o toccare nessuno, non si può più vedere il sorriso di una persona. Ora si tenta di capire l’umore degli altri guardando gli occhi…
Spero veramente che nel 2021 si possa tornare piano piano alla normalità, perché continuare così è un incubo non solo per noi ragazzi che non possiamo divertirci, ma per tutti.

Noemi Montanaro

Veglia missionaria

Ieri, viglia della Giornata Missionaria Mondiale, nella parrocchia dello Spirito Santo in Torremaggiore si è celebrata la veglia missionaria diocesana. Certo a causa del covid-19 i numeri non sono stati quelli degli anni precedenti, ma la veglia c’è stata ed è stato un bel momento di preghiera e di riflessione… E noi c’eravamo. “Tessitori di fraternità” il tema della veglia che è stata segnata dalla forte testimonianza di don Amedeo Cristino e dalla sorpresa del collegamento in diretta da Cotikaou di don Nazareno Galullo. Al termine, dopo la riflessione del vescovo e il saluto finale a don Nazareno, abbiamo ricevuto come segno un rocchetto di filo per indicare il nostro impegno ad essere tessitori di fraternità nella nostra vita di ogni giorno.

Laboratorio di pirografia

  1. Questa sera, grazie all’iniziativa e alla disponibilità dei capi scout Ada Telleri, Vittorio D’Aloia e Lucia Salcone, abbiamo dato inizio ad una nuova attività: il laboratorio di pirografia. In un momento così difficile come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia che rende difficile anche il nostro stare insieme, questa iniziativa è un piccolo segno di ripresa. Grazie di cuore a Vittorio e Ada che, con spirito di autentico servizio, si sono messi a nostra disposizione offrendoci questa opportunità.

Giornata ecologica a Saccione

Qualche tempo fa, dopo una delle tante mattinate al mare, il nostro Ciro Cassone propose di dare una pulita alla spiaggia che frequentiamo ormai da anni. E così stamattina, anche se eravamo in pochi, ci siamo dati da fare per liberare la spiaggia di Saccione dai rifiuti soprattutto quelli di plastica. Tornando a casa con tre sacchi di rifiuti nel nostro pulmino abbiamo notato come in tante piazzole di sosta della Statale 16 Adriatica vengano abbandonati rifiuti di ogni genere… Ecco: se tutti facessero la loro parte e ognuno avesse rispetto per la nostra casa comune, vivremmo sicuramente in un mondo migliore. Il nostro piccolo gesto, proposto spontaneamente da uno di noi, è un segno di un possibile cambio di mentalità. Siamo certi che tanti altri giovani come noi credono in questo cambiamento e sono disposti ad impegnarsi per la tutela della nostra casa comune.
“La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura”.
“I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.” (Papa Francesco, Enciclica “Laudato si’”)

Pellegrinaggio alla Madonna di Belmonte

Oggi ci siamo uniti ai ragazzi dell’Oratorio “Don Bosco”, nostri vicini di casa, per vivere insieme a loro l’esperienza del pellegrinaggio a piedi. Suor Marinella, per concludere l’estate giovani, ha pensato di proporre ai suoi ragazzi andare a piedi alla cappella della Madonna di Belmonte. Alla proposta, fatta anche a noi, abbiamo risposto in sei. Come sempre il pellegrinaggio a piedi si è rivelato una bella esperienza di comunità e di condivisione. Dopo il pranzo insieme e alcuni giochi abbiamo concluso con un momento di preghiera e di riflessione.

Incontro con Francesco e Veronica

Ieri sera, nell’ultimo incontro previsto per questa estate, abbiamo ascoltato la testimonianza di due giovani sposi: Francesco e Veronica. Francesco, cresciuto qui all’Epicentro, dopo il diploma incomincia a viaggiare per motivi di studio. In Inghilterra incontra Veronica originaria di Fondi in provincia di Latina, cresciuta nell’Azione Cattolica che lei ha definito la sua seconda famiglia. Insieme incominciano a progettare la loro vita di coppia sempre animati dal desiderio di seguire i propri sogni. Non mancano i momenti di difficoltà che la loro tenacia e il loro amore li portano a superare brillantemente. Attualmente Francesco e Veronica, che hanno una bambina, vivono in Lussemburgo. Ai ragazzi presenti hanno suggerito di saper fare scelte anche coraggiose per vivere in pieno la propria vita ed essere davvero felici.

Incontro con il dottor Agostino Trombetta

Questa sera, nell’ambito delle nostre attività estive, abbiamo incontrato il dottor Agostino Trombetta medico del pronto soccorso dell’ospedale di San Giovanni Rotondo. Il dottor Agostino è molto amico di Mauro e di Raffale Longo. Ed è stato proprio quest’ultimo a coinvolgerlo nel suo progetto “Missione Africa”. Il dottore ci ha parlato della sua vita, della sua professione e del suo impegno nel volontariato invitandoci ad impegnarci e a seguire i nostri sogni. È stato un incontro molto interessante e alcuni di noi hanno posto diverse domande al dottore che, al termine dell’incontro ci ha ringraziati per averlo accolto ed ascoltato. E anche noi gli siamo molto grati per la sua presenza, per le sue parole e il suo impegno.