Archivio di venticinquesimo

Sulle orme di don Pino Puglisi

Il 15 settembre del 1993, mentre l’Epicentro Giovanile muoveva i primi passi, veniva ucciso dalla mafia don Pino Puglisi parroco del quartiere Brancaccio di Palermo. Lo scorso 22 settembre, esattamente una settimana dopo la visita a Palermo di Papa Francesco, in nove ci siamo recati nella cattedrale di Palermo per far visita sulla tomba di don Pino. In seguito ci siamo spostati proprio nel quartiere Brancaccio per visitare la casa museo del beato Pino Puglisi. Il giorno successivo, domenica, abbiamo partecipato alla S. Messa nella parrocchia di S. Gaetano della quale don Pino fu parroco. 25 anni dalla morte di don Pino Puglisi, 25 anni di vita dell’Epicentro… Ci è sembrato importante recarci lì, conoscere meglio la figura di don Puglisi, la sua umanità, il suo essere prete fino in fondo. In un certo senso è stato un modo per raccogliere l’eredità e l’impegno di don Pino per portarli avanti nella nostra vita personale e nella vita del centro. A tal proposito ci sembra importante ricordare le parole di Papa Francesco pronunciate il 26 maggio 2013 ricordando don Pino: «Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto.»

Un bell’articolo sul nostro centro

Qualche tempo fa Fabrizio Gatta, dei Missionari del Preziosissimo Sangue, in occasione del venticinquesimo dell’Epicentro Giovanile, mi intervistò telefonicamente perché raccontassi la storia del centro. È venuto fuori, sulla rivista “Nel segno del sangue”, un bellissimo articolo nel quale c’è anche un bell’intervento del nostro vescovo. Grazie, Fabrizio, per l’attenzione che hai avuto per la nostra realtà. LEGGI L’ARTICOLO

Venticinquesimo della morte di don Tonino Bello

Oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della morte del Servo di Dio don Tonino Bello vescovo di Molfetta Ruvo Giovinazzo e Terlizzi. Papa Francesco si è recato prima ad Alessano per pregare sulla sua tomba e poi ha celebrato la S. Messa sulla banchina del porto di Molfetta. Per l’occasione la diocesi di Molfetta ha commissionato una casula commemorativa recante il ricamo della croce di don Tonino. Don Nico ha ordinato la casula nei quattro colori liturgici. Resteranno come ricordo del 25° della morte di don Tonino, del 25° dell’Epicentro e della visita del Papa! Meglio di così…

Incontro con Domenico Cives

Davvero straordinaria questa sera la testimonianza del dottor Domenico Cives su don Tonino Bello. Un racconto appassionato e commovente di un rapporto profondo di amicizia umana e spirituale che ha fatto emergere in modo chiaro la grande umanità e la santità di don Tonino. Il dottor Cives ha ripercorso le varie tappe della sua esperienza con don Tonino fino al momento della sua morte. Questo incontro, che si inserisce tra le iniziative per il nostro venticinquesimo, ci prepara a ricordare il prossimo 20 aprile il venticinquesimo della morte di don Tonino.

Incontro con suor Carolina Iavazzo

“Don Pino Puglisi non era un eroe. Gli eroi li creiamo noi quando non vogliamo impegnarci. Don Pino Puglisi era straordinario nella sua ordinarietà.” Sono queste alcune parole particolarmente significative che suor Carolina Iavazzo ha pronunciato ieri sera durante la sua testimonianza ricordando don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia 25 anni fa. Nella sala della biblioteca dei Padri Cappuccini, completamente piena, erano presenti il nostro vescovo don Gianni, tanti ragazzi e giovani, diversi sacerdoti e insegnanti. “Ho raccolto l’eredità di don Pino, un’eredità pesante…”. Anche noi possiamo raccogliere l’eredità di testimoni del Vangelo come don Pino Puglisi, unirci nel fare il bene per costruire un mondo migliore libero dal potere delle mafie che sono l’antivangelo.

Incontro con Sasy Spinelli

Nell’ambito delle iniziative per il venticinquesimo anniversario della fondazione dell’Epicentro Giovanile e in vista del 21 marzo, giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, questa sera abbiamo incontrato Sasy Spinelli referente provinciale di “Libera”. Sasy ci ha parlato di Libera, delle sue attività e del suo impegno oltre ad alcune sue importanti esperienze di vita che lo hanno poi portato ad impegnarsi in prima persona.

25° Epicentro: alcune foto

25° Epicentro: il crocifisso del Benin

 

Questo crocifisso in ebano viene dal Benin ed è stato regalato all’Epicentro Giovanile da don Angelo Valente missionario a Cotiakou. Queste le sue parole: “Sono contentissimo che quella croce si trovi all’Epicentro… È un piccolo segno di gratitudine perché voi siete stati sempre vicini alla missione. Perciò sono io a dovervi ringraziare personalmente e a nome della nostra Comunità di Cotiakou”.
Benedetto dal vescovo il 27 sera, resterà come ricordo del venticinquesimo e del nostro legame con la missione.

25° Epicentro: discorso di don Nico al termine della Messa

Caro don Gianni,
fratelli e sorelle, amici cari, cari ragazzi dell’Epicentro Giovanile,

non mi sembra vero: l’Epicentro ha 25 anni! Un quarto di secolo (detto così fa più impressione)! Tutti i ragazzi che frequentano oggi l’Epicentro Giovanile non erano neppure nati quando nel 1993 Mons. Cesare Bonicelli mi affidò il compito di dare vita a questa realtà. La cosa mi intrigava ma non sapevo bene cosa fare, come iniziare… Mons. Bonicelli era un uomo di Dio, guardava lontano e soprattutto amava i giovani. Aveva capito che bisognava “inventare” qualcosa di nuovo, che andasse fuori dagli schemi per andare incontro ai giovani, a tutti i giovani, soprattutto quelli lontani dai nostri ambienti. Ho cercato di realizzare come meglio ho potuto il sogno di don Cesare rendendolo parte della mia vita fin quando la mia vita è diventata un tutt’uno con questo sogno. Ricordo sempre l’ultima telefonata con lui: gli avevo inviato alcune foto scattate durante uno dei tanti viaggi in Benin con i ragazzi. Mi disse che le aveva sulla scrivania ma, a causa della malattia, non riusciva più a scrivere e a rispondermi. Ma era contento. Chissà cosa direbbe oggi… Il mio grazie più grande va a lui e sono certo che dal cielo ci sta sorridendo e gioisce con tutti noi.

25 anni: una ricorrenza che inevitabilmente fa pensare al tempo passato. E se penso agli inizi… Quanta fatica! Oltre alle difficoltà legate alla struttura, all’epoca semi abbandonata, il neonato Epicentro dovette subito scontrarsi con le incomprensioni, i pregiudizi e lo scetticismo di alcuni, anche di chi invece avrebbe dovuto sostenere e incoraggiare. Si trattava di una novità e, si sa, in certi ambienti le novità suscitano sospetti e ostilità soprattutto quando le si percepisce come concorrenti.

Nonostante tutto i ragazzi ed io, tra successi e fallimenti siamo cresciuti, siamo andati avanti e l’Epicentro con il passare del tempo è diventato una realtà sempre più solida e presente nella nostra città. Tantissime le esperienze vissute con i ragazzi in questi anni: enumerarle e raccontarle sarebbe troppo lungo. Ma la cosa più bella sono le testimonianze di tanti giovani che, passati di qui, si sono sentiti amati, sostenuti, incoraggiati, rimproverati, perdonati. “L’Epicentro è la mia seconda casa” è la frase che più spesso mi sono sentito e mi sento dire. È bello aver offerto una casa, un punto d’incontro dove anzitutto poter stare insieme in un modo diverso, crescere insieme… Ci sono qui giovani adulti, giovani sposi con i loro bambini che, ne sono certo, nel loro cuore conservano come un tesoro prezioso le esperienze vissute all’Epicentro.

25 anni: una ricorrenza che inevitabilmente fa pensare anche al futuro verso il quale i giovani sono proiettati. Vogliamo guardare al domani con speranza senza cedere allo scoraggiamento, al disfattismo e alla rassegnazione. Vogliamo continuare ad essere un punto di riferimento per i ragazzi che frequentano e frequenteranno. Vogliamo continuare a sognare un futuro migliore consapevoli delle difficoltà e delle sfide che dovremo affrontare. Vogliamo continuare a guardare ai giovani come una risorsa e non come un problema senza nasconderci le difficoltà tipiche dell’età e del tempo che stiamo vivendo.

25 anni: una ricorrenza per guardare anche al presente e ringraziare il Signore per il cammino compiuto fino ad oggi. Lui non ha mai fatto mancare la sua presenza attraverso i piccoli segni, i momenti quotidiani, gli incontri e anche attraverso le situazioni difficili che ci hanno aiutato a metterci in discussione, a ripensare le nostre scelte, a rimanere umili. Ringrazio il Signore perché in ogni circostanza non ha fatto mai mancare la sua Provvidenza che in questo ultimo anno si è manifestata, caro d. Gianni, nella tua venuta qui tra noi. Provvidenzialmente, è proprio il caso di dirlo, sei qui in mezzo a noi nello stesso giorno in cui io e Mauro un anno fa ti incontrammo per la prima volta a Latina. Io e i ragazzi vogliamo dire grazie anche a te, nostro padre e amico, perché ci sentiamo sostenuti e incoraggiati dalla tua presenza, perché fin dal tuo arrivo hai guardato con simpatia e attenzione la nostra realtà e l’hai bene-detta. Ed ora, al termine di questa celebrazione, con la gioia nel cuore, ti chiediamo ancora una volta di benedirci.

25° Epicentro: discorso di Fabio Di Costanzo all’inizio della Messa

Caro don Gianni, cari amici e amiche dell’Epicentro, cari fratelli e sorelle,
questa per noi è una data speciale: l’Epicentro compie 25 anni. Io lo frequento da pochi anni ma sono consapevole che c’è una storia che mi ha preceduto sulla quale posso dire poco o niente. Però posso dire cosa oggi è l’Epicentro per me, con parole semplici. L’Epicentro non è un semplice luogo di incontro, forse lo poteva essere nel primo periodo in cui l’ho frequentato, ma è una vera e propria seconda casa, e per alcuni anche la prima. Una casa, una famiglia, in cui c’è Don Nico, per noi “epicentrini” semplicemente Nico, al quale dobbiamo tutto. Questo posto mi ha cambiato la vita, come quella di tante altre persone; sono entrato piccolo, timido, insicuro, ed ora, dopo quattro anni, mi ritrovo sicuro di me stesso, pieno di ideali e con la voglia di impegnarmi in tante cose. Tutto questo lo devo all’Epicentro e alle esperienze che ci permette di vivere. Mai avrei pensato di andare in missione in Africa a sedici anni: l’esperienza che più di tutte mi ha fatto crescere; di stare a Roma con i poveri della capitale, fare compagnia agli anziani nella casa di riposo, ai detenuti, o fare volontariato alla Caritas diocesana. E queste sono solo alcune delle esperienze che l’epicentro propone, ormai da 25 anni, e delle quali non mi sono fatto sfuggire nemmeno una. Mi ritengo fortunato di appartenere all’Epicentro che, in un territorio che a noi giovani non offre molto, se non brutte strade, rappresenta un faro di speranza per la nostra città e per la diocesi. Voglio fare un invito, anzi dare quasi un ordine ai miei amici dell’Epicentro, soprattutto a quelli arrivati da poco: vivete ogni esperienza che vi viene proposta, noiosa, faticosa o divertente che sia, e prendete a cuore i luoghi e le persone che quotidianamente vivete e incontrate. E a Nico, di continuare ad amarci così come hai sempre fatto, con i nostri difetti e con i nostri pregi, anche se a volte noi ci allontaniamo, noi ci siamo sempre.
Infine, in questo anniversario importante, vi voglio ringraziare Don Gianni per la vostra presenza. Ricordatevi sempre che noi giovani abbiamo bisogno di punti di riferimento, di certezze, come la certezza di avervi sempre presente.
Questa sera vogliamo pregare in modo particolare per noi, per tutti i giovani che hanno frequentato l’Epicentro e per quelli che lo frequenteranno in futuro. Il Signore guidi sempre il nostro cammino. Grazie Epicentro.

Fabio Di Costanzo