Per stare insieme in un modo diverso

"L’Epicentro per me è stato una vera e propria casa in cui ho stretto le amicizie più importanti e fatto le esperienze più intense della mia vita che hanno contribuito pesantemente alla mia crescita e formazione. Ringrazio Dio con tutto il cuore di avermi presentato l’opportunità di partecipare a questa realtà" (Luigi Nardella)

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  • Dicembre 2016: nella missione di Cotiakou in Benin

    Dicembre 2016: nella missione di Cotiakou in Benin

  • Pellegrinaggio a piedi 2016

    Pellegrinaggio a piedi 2016

  • 28 gennaio 2017 – 24° anniversario dell’Epicentro Giovanile

    28 gennaio 2017 – 24° anniversario dell’Epicentro Giovanile

  • Ottobre 2015: incontro con Alex Zappalà

    Ottobre 2015: incontro con Alex Zappalà

  • Settembre 2015: festa per l’inizio dell’anno sociale

    Settembre 2015: festa per l’inizio dell’anno sociale

  • San Nicandro – campo scuola 2016

    San Nicandro – campo scuola 2016

  • Maggio 2015: con P. Maurizio Patriciello

    Maggio 2015: con P. Maurizio Patriciello

  • Maggio 2015: un olivo per Scampia

    Maggio 2015: un olivo per Scampia

  • Siamo in missione per conto di Dio

    Siamo in missione per conto di Dio

  • Assisi: partecipazione al COMIGI 2015

    Assisi: partecipazione al COMIGI 2015

  • Celebrazione della Messa dell’Ultima Cena

    Celebrazione della Messa dell’Ultima Cena

  • 16 gennaio 2015 – incontro con don Luigi Ciotti

    16 gennaio 2015 – incontro con don Luigi Ciotti

  • Nella missione di Cotiakou in Benin

    Nella missione di Cotiakou in Benin

  • L’essenziale è invisibile agli occhi!

    L’essenziale è invisibile agli occhi!

  • Alessano: pellegrinaggio sulla tomba di don Tonino Bello

    Alessano: pellegrinaggio sulla tomba di don Tonino Bello

  • Giugno 2014: animazione dei bambini di Scampia

    Giugno 2014: animazione dei bambini di Scampia

Un ritiro un po’ strano

Oggi, come ogni mese, abbiamo vissuto l’esperienza del ritiro spirituale ma questa volta ci sono state alcune novità. Anzitutto non siamo andati fuori ma siamo rimasti all’Epicentro e poi, dopo le Lodi, la riflessione non è stata tenuta da d. Nico bensì da Mauro, Rino e Fabio. Dopo aver ascoltato il racconto della creazione tratto dal libro della Genesi, abbiamo visto un video sullo smaltimento dei rifiuti elettonici e particolarmente inquinanti in Ghana. In seguito Rino e Fabio ci hanno parlato rispettivamente del “grido” che viene dalla terra e della “cultura dello scarto”. Terminato questo momento siamo passati alla pratica dandoci da fare per pulire la nostra casa che ci accoglie ogni giorno, soprattutto gli spazi esterni. Al termine dei lavori abbiamo partecipato alla Messa seguita dal pranzo a sacco e da un momento di confronto nel pomeriggio. Un ritiro sprituale – pratico, un po’ strano ma che ci ha entusiasmato.

Messa a Casa Sankara

M’illumino di meno

Anche quest’anno l’Epicentro ha aderito all’iniziativa “M’illumino di meno” promossa dalla trasmissione radiofonica “Caterpillar” di RAI Radio 2. Venerdì 24 tutte le luci dell’Epicentro verranno spente per un minuto dalle ore 19:59 alle ore 20:00.

Corso formatori di Missio Giovani Puglia

Prosegue il cammino di formazione di alcuni nostri giovani che hanno partecipato al secondo incontro del corso per i formatori di Missio Giovani Puglia tenutosi a Mattinata.  Una nuova tappa in questo cammino formativo che ha visto la partecipazione di Mauro, Rino e Fabio che, insieme ad altri giovani provenienti da tutta la Puglia, hanno riflettuto ancora sulla figura della Maddalena sotto la guida di fra’ Maurizio.

La Gazzetta di Parma parla di noi

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Può sembrare strano che un giornale di una città così lontana parli dell’Epicentro Giovanile. Ma Parma ha avuto come vescovo Mons. Cesare Bonicelli che è stato anche vescovo di San Severo dal 1991 al 1996. Fu lui a volere l’Epicentro Giovanile e la Gazzetta di Parma, ricordando il ventesimo anniversario dell’inizio del suo episcopato nella città emiliana, ha voluto tracciare un ricordo della figura del grande pastore presentandolo come il “vescovo della misericordia”. Del periodo vissuto da Mons. Bonicelli a San Severo viene ricordato in particolare la realizzazione del nostro centro giovanile, cosa che ci rende non solo orgogliosi ma pieni di gratitudine verso chi, pensando ai giovani, seppe guardare lontano con sguardo profetico.

L’Epicentro ieri, oggi e domani

Nella foto di gruppo manca qualcuno ma eravamo in 85 ieri sera per festeggiare il 24° anniversario dell’Epicentro. Con noi anche alcuni ex membri dell’Epicentro come Gianluigi e Sergio con le rispettive famiglie… L’Epicentro di ieri, di oggi e di domani! Un bel momento di festa per celebrare un anniversario ma soprattutto per guardare con entusiasmo al futuro.

Nominato il nuovo Vescovo della Diocesi di San Severo

Rinuncia del Vescovo di San Severo (Italia) e nomina del successore

Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo della diocesi di San Severo (Italia) presentata da S.E. Mons. Lucio Angelo Renna, O. Carm.

Il Papa ha nominato Vescovo di San Severo (Italia) il Rev.do Mons. Giovanni Checchinato, del clero della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Parroco e Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Scolastica e Universitaria e per l’Insegnamento della Religione Cattolica.

Rev.do Mons. Giovanni Checchinato

Il Rev.do Mons. Giovanni Checchinato è nato il 20 agosto 1957 a Latina, nell’omonima provincia, nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Ha compiuto il cammino di formazione al sacerdozio nel Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, dove ha conseguito il Baccalaureato in Teologia. Ha proseguito gli studi per la specializzazione in Teologia Morale all’Accademia Alfonsiana a Roma. Si è iscritto come Dottorando presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma ed ha frequentato un corso di perfezionamento in Bioetica presso l’Università La Sapienza di Roma.

È stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1981, incardinandosi nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato: Vicario parrocchiale nella parrocchia San Francesco d’Assisi a Cisterna di Latina (1981-1988); Insegnante di Etica professionale alla Scuola di Formazione Regionale per Infermieri e Insegnante di Etica filosofica e di Teologia morale presso l’Istituto di Scienze religiose Paolo VI di Latina e presso il Seminario Regionale di Anagni (1983-1991); Assistente dell’Azione Cattolica Ragazzi (1981-1986); Parroco della parrocchia San Pio X a Latina-Borgo Isonzo (1988-1992); Assistente dell’Azione Cattolica per i settori Adulti e Famiglie (1989-1994); Direttore dell’Ufficio di Pastorale Familiare, Co-Fondatore e Consulente etico del Consultorio diocesano (1989-2005); Arciprete Parroco della parrocchia San Cesareo, Concattedrale di Terracina (1992-2005); Rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni (2005-2015).

Dal 2016 è Parroco della parrocchia Santa Rita di Latina. Attualmente, è anche Membro del Consiglio Presbiterale e Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale scolastica e universitaria e per l’Insegnamento della Religione cattolica.

Cotiakou: la testimonianza di Rino

Nayesu… Scusate ma devo ancora riprendermi un po’.
Ebbene questa è la seconda volta che vado in Benin nella nostra missione di Cotiakou e, come già accadde nel 2014, ho vissuto un’esperienza a dir poco fantastica.
Sarò breve non per egoismo, ma solo perché le cose da dire sono troppe e forse non tutti le capirebbero.
Due anni fa lasciai la terra d’Africa con la convinzione che prima o poi ci sarei ritornato e quando don Nico mi ha riproposto questo viaggio sentivo che non era lui a chiedermelo ma era l’Africa stessa che mi chiamava. Così, arrivato il fatidico giorno della partenza, la voglia di rimettere piede sulla terra rossa mi bruciava dentro.
Esattamente come l’avevo lasciata, l’Africa mi ha aspettato a braccia aperte ed io volentieri mi ci sono buttato lasciandomi abbracciare. Quest’esperienza è stata una conferma… La conferma della mia fede! Sin da subito mi ero posto l’obiettivo di non perdermi nulla di quanto la vita nella missione mi offriva e così, mentre qui in Italia i miei coetanei chiudevano gli occhi al sorgere del sole, io alle 6,20 mi svegliavo per andare a Messa insieme ai miei compagni di viaggio Fabio, Alessandro e don Nico.
Fidatevi: incontrarsi di nuovo davanti a quella piccola chiesa con le suore e la gente del villaggio mi faceva stare veramente bene.
Questo viaggio, ma soprattutto la gente che ho incontrato, ha contribuito considerevolmente a rendermi fiero e orgoglioso della mia fede.
E scusate se è poco, ma il grande protagonista di tutto ciò è uno dei preti missionari, don Leonardo Di Ianni, che ormai da 12 anni annuncia la Parola di Dio in quella terra. Spesso si sente parlar male della Chiesa, ma gente come don Leo purtroppo non fa notizia.
Però ora non voglio dilungarmi troppo… La mia esperienza nel villaggio di Cotiakou è stata spettacolare e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a renderla tale. Sarebbe bello che tutti potessero fare un’esperienza di missione ma, per iniziare, si può partire dalle mura di casa nostra, dall’oratorio o dal nostro luogo di intrattenimento facendoci prossimi alle persone che incontriamo… Chiunque esse siano!

Cotiakou: la testimonianza di Alessandro

Be’ eccomi qui… Dopo ben 5 giorni dal mio ritorno in Italia mi trovo davanti ad una pagina bianca, con una penna in mano nel tentativo di raccontare qualcosa di tutte le emozioni e i momenti vissuti durante la mia permanenza nella Missione di Cotiakou. Scrivo qualcosa anche se sono consapevole che le parole non sono sufficienti per spiegare fino in fondo quanto ho vissuto… Certe cose bisogna viverle, come ho fatto io in questi 20 giorni.
L’esperienza vissuta a Cotiakou è stata così forte ed intensa che non è facile sintetizzarla in poche righe. Le emozioni provate sono state tante… Sebbene a fatica sia ritornato alla mia solita vita, mi è praticamente impossibile ignorare il ricordo dell’Africa ormai lontana. Ogni luogo scoperto, ogni persona incontrata è riuscita ad entrare così profondamente nel mio cuore da lasciarmi dentro un segno indelebile, una forza che mi permette di vedere la realtà in cui vivo sotto una nuova luce. È la luce dell’amore e del volersi bene tramite semplici gesti. Sono partito dal mio paese con il solo pensiero di dare qualcosa a loro, ma alla fine sono loro che hanno dato tanto a me; e non parlo di oggetti, ma di quei piccoli gesti che mi hanno riempito il cuore di amore, un amore che nessuno può capire finché non lo sperimenta di persona.
Laggiù, più che mai, ho avuto modo di mettermi alla pari del povero, capendo quanto io sia fortunato ad avere tutto, fin dalla nascita; la fortuna di avere un padre ed una madre, la fortuna di avere una casa accogliente, con acqua, luce, gas… La fortuna di avere una macchina, di possedere dei vestiti integri e puliti, la fortuna di avere un’istruzione. È sconvolgente pensare a come, prima di partire, sottovalutassi l’importanza di tutto questo. Eppure sono bastati pochi giorni per capire l’importanza di tutto ciò. Ringrazio sempre questi 20 giorni per avermi fatto capire cos’è la vera fede, il vero voler credere nella Parola di Dio e scoprire la vera Chiesa. Un episodio mi rimarrà impresso: lì molte persone vivono lontane da dove si celebra la Messa, ma ciò non gli impedisce di mettersi in cammino per molti chilometri pur di ascoltare la Parola del Signore e partecipare all’Eucaristia. Per concludere vorrei ringraziare di cuore i due missionari presenti nella missione di Cotiakou, Don Angelo e Don Leonardo che, con molta pazienza e comprensione, guidano la comunità cristiana di Cotiakou e si prodigano nel fare del bene alla gente del posto.

Cotiakou: la testimonianza di Fabio

Mi ritrovo dopo quattro giorni dal ritorno, a dover scrivere delle riflessioni sull’esperienza vissuta nella Missione di Cotiakou e mi accorgo che non è per niente facile perché quella terra bisogna viverla, anche se per pochi giorni, per poterne conoscere la bellezza, nonostante l’Africa, il Benin, Cotiakou sono ancora prepotentemente presenti nei miei pensieri.
“Cosa avete fatto?” Questa è la domanda che più frequentemente mi è stata posta dopo il ritorno. Ciò che abbiamo fatto noi, non è stato altro che stare insieme, vivere e condividere la vita dei missionari lì presenti e della gente del villaggio; ed ecco che sorge un’espressione quasi delusa sul volto delle persone. Beh sì, perché qui da noi si è perso quasi il valore dello stare insieme con le persone, sembra difficile condividere la nostra vita con gli altri, figuriamoci se poi, ad accomunarci, c’è pure la povertà. Quindi, per venti giorni circa, siamo stati anche noi, lì, insieme a loro. Tutte le mattine, partecipavamo alla Messa nella chiesetta del villaggio e, successivamente, ci dirigevamo nei villaggi limitrofi dove i missionari tenevano la catechesi per preparare coloro che dovranno ricevere il battesimo, vivendo quasi le prime fasi di cristianizzazione del posto. Abbiamo visitato diverse realtà portate avanti da suore, preti e laici presenti in quella terra, segni visibili e concreti di incontro, fratellanza e di missione; ad esempio la scuola di Peporiyakou gestita dalle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, frequentata da molti bambini, tra i quali diversi sordomuti. Poi l’ospedale  di Tanguietà gestito dai “Fatebenefratelli” e diretto ormai da diversi decenni da Fra’ Fiorenzo Priuli, medico di questo ospedale molto importante non solo per il Benin ma anche per le nazioni confinanti.
Questa esperienza mi ha avvicinato di più anche alla fede. In Benin il cristianesimo è presente da soli settant’anni, ma è proprio la semplicità, la gioia, la fede con cui la gente dei villaggi si avvicina a Dio, che mi ha portato a scoprire un’altra faccia della Chiesa, quella più sconosciuta, ma quella più autentica, quella che sicuramente mi piace di più.
Alla fine, stando insieme a queste persone povere, sono diventato più ricco io. Sì perché potranno pure essere prive di denaro, di vestiti e quant’altro, ma sono ricche di amore, gioia, condivisione, e molto di questo, l’hanno donato anche a me. È bello ricordare quando la gente del villaggio ci chiedeva come stavamo, e noi a loro, e loro, nonostante tutto, rispondevano sempre che andava bene. Di sicuro non dimenticherò i numerosi bambini che ci venivano sempre incontro per accompagnarci con gioia tra le capanne del villaggio, desiderosi di abbracci, di comprensione, di essere vicini a qualcuno, mano nella mano, come tutti i bambini del mondo.
Ciò che mi porto nel cuore di quella terra, sarà sicuramente l’energia e la pazienza, di don Angelo e don Leo, che hanno scelto di vivere questa realtà, lontano dalla famiglia e dall’Italia, privandosi, talvolta, di tante comodità. La forza delle donne, che sono madri e lavoratrici già da ragazze, e sicuramente la gioia dei bambini, che sono la speranza di quel villaggio.
E mi ritorna in mente la frase di P. Alex Zanotelli che mi ha accompagnato per tutto il viaggio: “Io sono le persone che ho incontrato”.