Vivere in tempo di pandemia 11

Quante abitudini sono cambiate in questi mesi. Chi avrebbe mai pensato che avremmo dovuto vivere tutto questo! Da marzo, è solo panico, non si sa più cosa bisogna fare e cos’è giusto: adesso chiudiamo, ma a maggio riapriamo; ci siamo goduti l’estate ma adesso di nuovo bloccati… Dovremo vivere così e la domanda che mi assale ogni giorno è per quanto tempo ancora? Abbiamo gridato dai balconi “Andrà tutto bene!” ma alla fine, davvero sta andando bene qualcosa? Non so voi ma spesso mi capita di non ricordare più i lineamenti del viso delle persone a me care, il profumo di mia nonna o di com’era la sensazione del freddo che, in questi mesi, ci avrebbe tagliato il viso.
Siamo giovani ed ora più che mai abbiamo voglia di abbracciarci, ballare, cantare, amarci, finire di mettere la spunta verde a “Tutte le cose da fare prima di diventare grande”… in altre parole, abbiamo voglia di vivere. Nessuno ha il coraggio di ammetterlo però il virus ci fa paura. Paura che attacchi noi stessi e le persone a cui teniamo, paura perché ci ha portato vie le nostre giornate di sole da passare in compagnia e all’aperto; paura perché ci ha sottratto la nostra NORMALITÀ.
Normalità… Sembra un miraggio. Mi manca da morire!
Mi manca abbracciare e ricevere abbracci.
Mi manca vedere il viso di qualcuno mentre ci parlo.
Mi manca uscire con il gruppo senza tornare alle 20:45.
Mi manca apparecchiare la tavola per 20 persone per le domeniche in famiglia.
Vorrei tornare a quando tornavo a casa e non dovevo disinfettare tutto.
Vorrei non vivere con il costante pensiero che io possa contagiare o possa essere contagiata.
Voglio tornare nella nostra tanto odiata, ma a volte anche amata, scuola. Sono stanca delle video lezioni. Vorrei tornare a quando ci entravo e sentivo l’odore dei cornetti, del caffè, dei primi panini già sulla piastra. Vorrei sentire la campanella di fine lezione. Vorrei vedere i miei compagni vestiti e non con il pigiama; vorrei sentire le loro voci e non quelle robotiche. Vorrei alleviargli l’ansia da pre-interrogazione e tornare a rincorrerci in palestra. Mi sembra assurdo non fare tutto ciò che, qualche mese fa, era un’abitudine. E allora, se ci penso, capisco quanto io, come tutti, abbia bisogno delle mie abitudini e quando ritorneranno, sono sicura che ci farò caso.  Farò caso a quanto sia fortunata a riaverle e farò caso a quanto io sia felice in quei momenti. Se per riavere la normalità è necessario non stare insieme, indossare la mascherina e rispettare il coprifuoco, sì, io continuerò a farlo e quando finirà tutto questo, tutto sarà più bello ed importante di prima.
Vi abbraccio tutti.

Mary Di Mauro

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