Buon Natale

Ho pensato di dirvi buon Natale parlandovi della celebrazione della S. Messa che poco fa il vescovo ha presieduto nella Casa di Reclusione alla quale hanno partecipato Mauro Camillo e Leo Manzaro. Da diversi anni ormai alcuni giovani dell’Epicentro sono presenti a questi momenti. Ecco, quest’anno il mio malinconico Natale ha gli occhi di Leo. Occhi assonnati per la notte in bianco trascorsa a giocare e a divertirsi con gli amici che però si sono spalancati quando è entrato in carcere… Sono i poveri e gli ultimi che ci sconvolgono la vita e ci fanno aprire i nostri occhi assonnati, distratti, spesso incapaci di vedere… Quei poveri che abbiamo accanto senza che ce ne rendiamo conto distratti come siamo da mille impegni, quegli “invisibili” che ci ricordano tanto il bambino Gesù deposto in una mangiatoia nella solitudine e nel silenzio di quella notte di duemila anni fa, quei poveri che passano anche dall’Epicentro e che poi, come oggi, ritroviamo in carcere… Sì, un altro giovane passato tra le nostre stanze e le nostre vite e che ora vive una situazione difficile, di solitudine e di emarginazione che ci interpella, che mi interpella. Mi tornano in mente le parole di fuoco di don Tonino Bello: “I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. […] I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza”.
Come Leo apriamo gli occhi, scegliamo il bene, facciamo il bene e non solo oggi che è Natale.

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