Archivio di dicembre 2015

Buon Natale!

DSC_3808Il giorno di Natale sta per concludersi e noi vogliamo raccontare come l’abbiamo vissuto all’Epicentro. Ieri notte alle 23,00 abbiamo partecipato alla Messa della notte di Natale concelebrata da d. Nico e da d. Amedeo Cristino, primo sacerdote della nostra diocesi missionario in Benin. Dopo la Messa ci siamo trattenuti per giocare insieme come da tradizione. Questa mattina alcuni di noi, nonostante le poche ore di sonno, hanno partecipato alla celebrazione della Messa nella Casa Circondariale. A tutti auguriamo buone feste!

Ritiro spirituale a Casa Sankara

DSC_3712Oggi il nostro ritiro mensile si è svolto in un luogo decisamente particolare: Casa Sankara. Ci è sembrato giusto, in questo Anno Santo della Misericordia, condividere questo momento con persone che vengono da lontano…
La giornata si è svolta come ogni nostro altro ritiro: dopo le lodi mattutine abbiamo riflettuto sul brano della visita dei Magi, sulla loro capacità di mettersi in cammino seguendo un sogno. Poi un’ora di riflessione seguita dalla celebrazione della Messa. Abbiamo condiviso il pranzo con i nostri amici africani con gioia e semplicità e poi, dopo il momento di condivisione, siamo tornati a casa. Una bella giornata di preghiera, fraternità e solidarietà.

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Buon natale ai nonni della casa di riposo

DSC_3604Ormai è un appuntamento mensile la visita agli anziani della casa di riposo. Oggi abbiamo voluto augurare ai nostri nonni buon Natale trascorrendo con loro un’ora tra canti natalizi e non solo. Il video parla da sé.

Ero in carcere e siete venuti a trovarmi…

DSC_3473Questa mattina abbiamo voluto iniziare l’Anno Santo della Misericordia partecipando alla celebrazione della Messa nel carcere di San Severo. Alla celebrazione presieduta da don Nico hanno partecipato Mauro, Emanuele, Fabio, Michele e Alessandro. Un gesto di condivisione semplice, concreto per vivere le opere di misericordia. Non si tratta di un gesto isolato bensì l’inizio di un nuovo percorso. Torneremo ancora nella casa di reclusione non solo per partecipare alla Messa ma anche per svolgere alcune attività. Un grazie enorme a don Andrea Pupilla, cappellano del carcere, che ci ha dato questa possibilità.

I miei giorni più belli non li ho ancora vissuti!

DSC_3447Arrivai a San Severo che avevo 30 anni. Oggi, quando penso che mancano solo 8 anni ai 60, confesso di provare un certo smarrimento. “Every year is getting shorter, never seem to find the time” (Ogni anno si fa più breve, sembra che non si trovi mai il tempo) cantavano i Pink Floyd nella celebre “Time”. Parole che ho sempre sentite così vere. Eppure… Eppure, nonostante la fuga impietosa del tempo, mi sento sempre più pieno di vita e sento altrettanto vere le parole di Picasso: “Ci si mette molto tempo per diventare giovani”. Oggi il mio rapporto con i giovani a scuola, all’Epicentro è decisamente migliore di quando iniziai a insegnare e l’Epicentro muoveva i suoi primi passi! Non mi capita più di dire “questi giovani di oggi” o “ai tempi miei…”: lo facevo quando avevo 30 anni! Ho più entusiasmo oggi di allora, mi sembra di avere più energie dei ragazzi stessi, guardo il futuro con fiducia e speranza. Ringrazio Dio per gli anni che mi ha donato e per le persone che mi ha fatto incontrare ma soprattutto per tutto ciò che vorrà donarmi ancora. Aveva ragione il poeta turco Nazim Hikmet quando scrisse questi splendidi versi:
“Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto”.

Sì, I miei giorni più belli non li ho ancora vissuti!

Serata con thè

DSC_3433Inglesi? No sanseveresi! Questa sera una nuova iniziativa proposta dalla vulcanica Simona Camillo: bere del thè insieme e scambiare quattro chiacchiere discutendo di qualcosa di interessante. Coloro che hanno aderito all’iniziativa hanno portato la loro tazza da casa mentre Simona ha portato il thè. Silvio ha letto una storia simpatica e allo stesso tempo profonda sul Natale e poi si è discusso partendo dal Natale per finire all’importanza dello studio e della scuola. Una serata davvero alternativa e, come dicono sempre i ragazzi dell’Epicentro, “da ripetere”.

Quando la scuola brucia

Gli alunni in una scuola di Tshimbulu nella Repubblica Democratica del Congo

Gli alunni in una scuola di Tshimbulu nella Repubblica Democratica del Congo

Lo scorso 20 novembre Davide Cerullo è stato invitato a parlare ad alcune classi del Liceo Scientifico “G. Checchia Rispoli” di San Severo ed io l’ho accompagnato. Dopo il suo intervento un professore ha ricordato con rammarico l’episodio dell’incendio dell’ingresso della scuola verificatosi qualche settimana prima sottolineando il fatto che il responsabile di tale atto è sicuramente all’interno della scuola ed è coperto dal silenzio di alcuni (spero non molti) che sicuramente sanno. In questi giorni, ripensando alla manifestazione del 19 novembre, all’esperienza di Davide, riflettevo su questo spiacevole episodio. Bruciare una scuola non è solo un atto vandalico come tanti altri: ha un peso simbolico devastante! Vuol dire dar fuoco ad un luogo dove si studia, si educa, si cresce, si socializza, si impara. Un luogo in cui il sapere dell’uomo, accumultato nella sua plurimillenaria storia, viene offerto alle nuove generazioni. Ecco, bruciare una scuola simbolicamente vuol dire tutto questo e, francamente, la cosa mi spaventa. Ho ripensato ai tanti bambini e giovani incontrati nelle scuole dei paesi africani che ho visitato: non hanno i nostri mezzi, non hanno le nostre possibilità e vorrebbero tanto poter studiare. Davide, che ha pagato sulla sua pelle il non aver potuto studiare, sulle vele di Scampia ha scritto: “La cultura è l’unica arma di riscatto”. Come si può parlare di “diritto allo studio” e poi bruciare l’ingresso della scuola per un misero giorno di vacanza? E ancora: come ci si può lamentare delle bombe e della dilagante criminalità se poi si compiono atti del genere? La criminalità, per crescere e svilupparsi, ha bisogno di un terreno fertile, di un ambiente favorevole: questi atti lo sono! Il giudice Caponnetto diceva che “la mafia ha più paura della scuola che della giustizia”. Ma se sono i giovani a bruciare la scuola allora la mafia e la criminalità non hanno più alcun argine e possono dilagare. Mai mi sono parse così vere le parole di Paolo Borsellino: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. In negativo potrei dire: “Se la gioventù continuerà a bruciare le scuole e a non studiare, la mafia e la criminalità diventeranno sempre più potenti”.

Detto questo io ho un sogno: domani il responsabile dell’incendio, ritrovando coraggio e dignità, va dalla preside ed ammette le sue responsabilità riconoscendo di aver sbagliato. Sono certo che così non avrà più bisogno di nascondersi ma potrà vivere “alla luce del sole”. Sono altrettanto certo che la preside apprezzerà questo atto di coraggio e riconoscerà in esso uno straordinario momento di crescita. Sono sicuro che gli altri alunni proveranno stima e ammirazione per un loro amico che ha mostrato un così grande coraggio e tanta maturità. Sono sicuro che un gesto così nobile porrebbe fine alla triste “tradizione” di bruciare l’ingresso della scuola e darebbe forza a tanti per continuare a studiare con impegno. Ma soprattutto sono certo che un domani, quando il responsabile dell’incendio avrà i suoi figli, potrà dirgli con autorevolezza di andare a scuola e di studiare senza doversi vergognare, anche solo nei ricordi, di ciò che ha fatto.

P.S. Se tu che hai incendiato l’ingresso della scuola hai voglia di parlarne sai dove trovarmi. I sogni possono diventare realtà e la realtà può davvero cambiare.

d. Nico

Davide cultura

Giovani in cerca d’amore

GalatinaDomenica 29 abbiamo partecipato al primo incontro di formazione regionale organizzato da Missio Giovani Puglia. L’incontro si è svolto a Galatina presso la parrocchia Cuore Immacolato di Maria dei padri missionari della Consolata. Anche questa volta, dopo il COMIGI di Assisi e l’incontro regionale ad Alessano, l’esperienza è stata straordinaria. Noi eravamo in 19 e in totale i partecipanti sono stati circa 170. Il momento di formazione, tenuto da d. Nico, ha ripreso la figura di Tommaso, già incontrata nel COMIGI di Assisi, per parlare poi della misericorida alla vigilia dell’inizio del giubileo straordinario ad essa dedicato. Il momento di deserto, la celebrazione della Messa presieduta da d. Salvatore Farì direttore dell’ufficio missionario della diocesi di Otranto, i lavori di gruppo hanno completato il programma formativo. Poi i momenti di festa, la condivisione del pranzo e tanta gioia di stare insieme. Ecco alcuni commenti dei ragazzi dell’Epicentro che hanno partecipato:
“Oltre ad essere stata una bellissima esperienza io ho capito che valenza puó avere perdonare ed essere perdonati… Ci siamo divertiti e quello “stare insieme in un modo diverso” si é concretizzato in questa esperienza!”.

“È stata una bellissima esperienza da rifare assolutamente. Abbiamo conosciuto persone nuove, parole nuove e anche i più timidi hanno superato la timidezza parlando in un gruppo dove non si conosceva nessuno.  A me é piaciuto molto il percorso stesso: E stato organizzato perfettamente e ci siamo divertiti tanto”.

“È  stata una bellissima  esperienza  e la cosa che mi è  piaciuta di più  è stata  quando ci siamo divisi in gruppi perché abbiamo  parlato  dei problemi dei nostri paesi ed ho scoperto che non proprio tutti  i paesi sono perfetti, che hanno pure loro dei problemi, come a noi la criminalità loro hanno molti problemi sociali. È  stato anche molto bello socializzare  con tante persone”.
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