Archivio di novembre 2015

In merito alle reazioni alla manifestazione del 19 novembre

DSC_2903La notizia dell’ultimo episodio criminale ci sconvolge e ci sconcerta. Soprattutto perché accade a pochi giorni di distanza dalla manifestazione alla quale tanti concittadini, dai bambini fino agli anziani, hanno voluto partecipare. Ci sconcertano anche, e non di meno, alcune reazioni anche da parte di persone impegnate nella politica. “Buffonesche e retoriche manifestazioni”, “Passeggiata folcloristica”, “manifestazione senza alcun obiettivo” e via dicendo. Troviamo tutto questo decisamente offensivo non tanto nei confronti di chi ha organizzato ma di chi vi ha partecipato. Politici che si rivolgono in questo modo verso i propri concittadini, ci chiediamo, chi rappresentano? Forse solo se stessi e gli interessi, nel migliore dei casi, di un partito. E visto che alcuni hanno governato la nostra città per anni ci chiediamo: la loro azione ha portato qualche cambiamento? Visti i risultati diremmo proprio di no. Ma noi questo non lo abbiamo detto perché siamo ben consapevoli delle difficoltà insite nell’amministrare una città come la nostra. Allora che senso ha sparare sulla croce rossa? Su una manifestazione che non aveva assolutamente la pretesa di cambiare la realtà della città? Ci chiediamo anche, a questo punto: hanno senso anche le altre manifestazioni? Hanno senso le manifestazioni contro il terrorismo di questi giorni? Hanno senso gli scioperi? Ha senso andare a votare? Tanto, come per la manifestazione, non cambia mai nulla. A chi era presente e soprattutto a chi non c’era consigliamo vivamente di riascoltare i vari interventi, ciò che è stato detto. Una cosa su tutte: abbiamo concluso dicendo che la manifestazione serve a noi per risvegliare il nostro impegno civile. Niente di più.
Detto questo noi, come abbiamo fatto fino a questo momento, non interverremo più: vogliamo la legalità non le polemiche.

Gli organizzatori della manifestazione del 19 novembre

Video della manfestazione del 19 novembre

E San Severo si svegliò…

La manifestazione “Svegliati San Severo” è stata un successo. Stando a quanto scrivono i giornali locali, si parla di circa 2000 partecipanti tra i quali tantissimi giovani e bambini. Le “forze buone” della città hanno accolto l’invito a scendere in strada per manifestare contro la violenza e la criminalità, per vincere l’indifferenza e la rassegnazione. Molto apprezzato l’intervento di Davide Cerullo di Scampia che, raccontando la sua esperienza di riscatto dalla malavita, ha dato una testimonianza concreta che cambiare è possibile. Un grazie a tutti coloro che insieme a noi hanno organizzato la manifestazione. Un gruppo che intende continuare ad incontrarsi per proseguire nell’impegno a favore della città. Ma soprattutto grazie alla gente di San Severo!

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#svegliatisansevero anche dall’Australia!

DSC_1684Il nostro caro Michele De Sinno anche dall’Australia, dove si trova per lavoro, ha voluto partecipare idealmente alla manifestazione del prossimo 19 novembre facendoci giungere una sua riflessione.

È una settimana che penso alla manifestazione ‪#‎svegliatiSanSevero‬… è una settimana che penso a quanto sono inutili le manifestazioni e al perché uno dovrebbe andarci. Di solito avrei lasciato perdere, ma stavolta la manifestazione la organizza l’Epicentro Giovanile a cui ho donato metà della mia vita e che mi ha dato in cambio il doppio: tutta la mia vita. Allora ho pensato che non potevo lasciar perdere, dovevo trovare un motivo per cui valesse la pena partecipare, un qualcosa che la rendesse speciale almeno ai miei occhi… dopo una settimana sono addivenuto ad una conclusione: la manifestazione non serve praticamente a niente e andarci è una perdita di tempo! Certo non è il massimo, ci avrete pensato già in molti… però non ci dobbiamo fermare qui col pensiero… questa non è una conclusione, non lo è stata per me. Il mio cervello ha continuato ad elaborare pensieri derivati da questa mia conclusione, pensieri che l’hanno trasformata in una partenza. E allora partiamo:
– non serve a un cavolo che vai alla manifestazione per far vedere agli altri che sei lì e poi tornando a casa butti la carta a terra. Anche quella è delinquenza.
– non serve a un cavolo che ci vai perché ci va pure il tuo amico e poi vi sparate una canna. Stai finanziando la criminalità.
– non serve a un cavolo che vai la perché “ti sta a cuore il problema” e poi se vedi qualcosa di illegale ti giri dall’altra parte.
– a che cavolo serve che vai la e poi se qualcuno ti chiede aiuto perché nei guai con la criminalità non lo supporti per paura?
Ma allora a che cavolo serve andarci? Tanto mica si risolve niente… e infatti non si risolve niente, NON CI ANDARE!!!
Però se decidi di andarci lo stesso un motivo ci deve essere, e mo ti dico pure qual’è secondo me:
Ci vai perché con la tua presenza lì quel giorno, col tuo lenzuolo bianco sul balcone e la bandana bianca al braccio, dichiari apertamente che tu te ne freghi dei criminali e combatterai la criminalità in ogni sua forma, dando anche manforte a chi ne avrà bisogno, sempre e senza timore, perché se la criminalità è organizzata lo sarà anche la civiltà… e la civiltà organizzata non si batte… qualche anno fa scrissi una lettera ai ragazzi dell’epicentro per dargli, nel mio piccolo, un consiglio. Ora voglio autocitarmi perché credo che non ci sia occasione migliore per utilizzare questa frase: se sarete insieme nel bene niente potrà fermarvi, mai!

Se hai letto tutto il messaggio ti devo almeno dire grazie per l’attenzione.

#svegliatisansevero

DSC_2810A seguito del nostro comunicato stampa, insieme a don Salvatore Ricci e ad un gruppo di giovani appartenenti ad altre realtà ecclesiali di San Severo, abbiamo pensato di dare ulteriore visibilità al desiderio di cambiamento che c’è, ne siamo certi, nella stragrande maggioranza dei sanseveresi soprattutto nei giovani. Per questo abbiamo pensato di invitare tutta la cittadinanza ad esporre ai balconi o alle finestre un lenzuolo bianco da domenica 15 fino a domenica 22. Un segno semplice ma visibile per dire NO alla violenza, all’illegalità e alla criminalità.
Abbiamo pensato di organizzare una grande manifestazione per GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE alla quale invitiamo tutti a partecipare: adulti, giovani, bambini, autorità civili, religiose e militari, istituzioni, associazioni ecclesiali e laiche, parrocchie, ecc.

La manifestazione partirà da Piazza Incoronazione alle ore 19,30 e giungerà a Piazza Allegato dove ascolteremo la testimonianza di DAVIDE CERULLO di Scampia un tempo appartenente alla criminalità organizzata ed ora impegnato nel sociale soprattutto in progetti educativi a favore dei bambini.
I partecipanti alla manifestazione non porteranno alcun simbolo, alcuna bandiera perché vuole essere una iniziativa di cittadini che amano la propria città e vogliono vederla migliore al di là di ogni appartenenza. Si è invitati, invece, ad indossare un indumento di colore bianco (camicia, felpa, T-Shirt) o comunque ad avere qualcosa di bianco (una coccarda, un fazzoletto) proprio per sottolineare il voler essere una forza unica che si oppone all’indifferenza e all’illegalità che opprime la nostra città.
Non possiamo più tacere: è giunto il momento di alzare la testa, di far sentire la voce degli onesti e di chi già da tempo si oppone a questo stato di cose. Noi vogliamo vivere sereni nella nostra città: uniti possiamo cambiarla! PARTECIPATE TUTTI! SVEGLIATI SAN SEVERO!

Ritiro spirituale

DSC_2812Per il secondo ritiro dell’anno, complice il clima mite di questi giorni, siamo andati al Santuario Madre di Cristo nei pressi di Rignano Garganico.

Intervista a d. Nico

Teleradioerre ha intervistato d. Nico dopo che nei giorni scorsi diverse bombe sono state fatte esplodere a San Severo ai danni di alcune attività commerciali.

Un sostegno importante

DSC_5481Dopo il nostro comunicato stampa ci è giunta una parola di sostegno importante, una parola che viene da Scampia, dal nostro amico Davide Cerullo. Davide è la testimonianza vivente che dalla malavita si può uscire come ha fatto lui e ad essa ci si può opporre con le armi della parola, dell’onestà, della legalità e dell’impegno sociale. Ecco cosa ha scritto Davide rivolgendosi a d. Nico:

Caro fratello: di’ ai miei fratelli che quando faciamo silenzio, quando a prevalere è la paura e l’omertà abbiamo tradito tutti quelli che hanno dato la vita per non aver abbassato la testa, per non essersi girati dall’altra parte, e uno tra questi è Gesù! Quando noi non facciamo niente facendo vincere la paura, perdiamo qualcosa di importante della nostra vita: la libertà. Il non essere uomini e donne che onorano con il coraggio la memoria di tutti i caduti per causa della giustizia equivale ad non essere felici. Questo devono sapere i giovani, la scuola, le mamme, e tutti quelli che vogliono bene alla propria terra. Io ci sono. Abbiate la forza di affrontare il quotidiano.
Ha scritto un giorno P. Turoldo: ‘Beati coloro che hanno fame e sete di opposizione’; oggi aggiungerei: ‘Beato colui che sa resistere’.”
Davide Cerullo

Lasciateci parlare

DSC_4653Siamo i vostri figli, i vostri nipoti. Siamo i giovani di cui si parla sempre tanto, spesso in negativo. Siamo al centro dell’attenzione solo quando c’è da strumentalizzarci o per ripetere in modo retorico che siamo il futuro. A noi invece sembra di non essere neppure il presente. Spesso non ci sentiamo ascoltati ma solo “accontentati” in quelle che sono le nostre “esigenze” che poi fanno solo comodo ad un sistema che ci riempie di cose ma ci ruba la vita. Dopo le ultime bombe, le ultime di una lunga serie, noi vogliamo far sentire anche la nostra voce. Sappiamo già che probabilmente molti ci snobberanno e non ci prenderanno in considerazione liquidandoci con la solita frase: “So’ ragazzi”. Ma vogliamo parlare lo stesso e dire qualcosa anzitutto a noi ma anche agli adulti e a quelli che hanno incarichi di responsabilità nell’ambito della società civile.
A noi stessi e a tutti i nostri coetanei vogliamo dire che è ormai ora di ribellarsi, di operare una vera rivoluzione delle coscienze rifiutando con forza una cultura dell’illegalità che è presente anche nelle nostre relazioni tra amici, nella scuola e persino sui campi da gioco. Se vogliamo essere protagonisti di un vero cambiamento dobbiamo partire da noi rispettando le regole, tutte le regole; da quelle della scuola a quelle della circolazione stradale, dal non distruggere beni che appartengono alla collettività al non gettare neppure una carta a terra. Sembra difficile ma non lo è. Già questo renderebbe migliore la qualità della vita. Se poi riuscissimo a creare anche occasioni per parlare, fare rete, progettare senza scadere nella superficialità sarebbe il massimo e la nostra diventerebbe una forza capace di incidere sulla nostra città. E poi bisogna che ci liberiamo una volta per tutte di una mentalità mafiosa che come un cancro corrode anche le nostre relazioni personali, quelle delle nostre comitive e dei nostri gruppi. “Io mi faccio i fatti miei”, “Io non faccio l’infame”… Sono espressioni che andrebbero cancellate completamente dal nostro vocabolario perché ciò che accade nella città fa parte dei “fatti miei”, mi riguarda così come mi riguarda la vita del mio amico, della mia amica. Fin quando ognuno penserà ai fatti suoi non ci sarà alcun miglioramento perché si anteporrà sempre e solo l’interesse personale al bene comune. E poi “infame” è chi commette reati non chi li denuncia! La mentalità mafiosa che si insinua nella nostra vita ci porta a capovolgere in modo perverso le cose etichettando come “infame” chi denuncia e combatte il male mentre chi si macchia di delitti, spesso gravissimi, viene visto come il “dritto” di turno, quello che si fa rispettare, “l’uomo d’onore”.
A coloro che sono vittime di estorsioni e attentati vorremmo dire di reagire non con la rassegnazione ma con la forza dell’unione. A Bagheria, pochi giorni fa, decine di imprenditori si sono ribellati denunciando chi imponeva il pizzo permettendo l’arresto di ben 22 persone. Sarà anche banale ma ricordare che “l’unione fa la forza” ci sembra molto utile in questo frangente. Anche voi unitevi, parlate, fate gruppo, denunciate!
Alle forze dell’ordine vorremmo dire di continuare con coraggio nel loro impegno senza lasciarsi intimorire perché se avete paura voi per noi è davvero la fine: dal vostro coraggio viene la nostra speranza!
Ai politici, agli amministratori della cosa pubblica e a tutti coloro che hanno un ruolo di responsabilità vorremmo dire di anteporre sempre il bene comune a tutto il resto e di essere veri uomini di stato e non politicanti di piccolo cabotaggio. Rifiutate a priori ogni forma di clientelismo, di arrivismo, di corruzione: la politica è servizio, il più alto dei servizi proprio perché si occupa del bene comune e non solo di alcuni, dei propri amici, di quelli a cui devo e che mi faranno dei favori. De Gasperi ebbe a dire: “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”. Ebbene siamo noi la prossima generazione: se volete essere dei grandi dovete guardare a noi, pensare al nostro futuro che poi è il futuro della nostra città.Infine vogliamo rivolgerci anche a chi delinque, a chi, per diverse ragioni, ha scelto la strada sbagliata che alla fine porta solo dolore e sofferenza in chi la percorre e in chi deve subire le conseguenze negative di tale scelta. A voi chiediamo di riassaporare il gusto del pane guadagnato onestamente. Vi chiediamo di scegliere il bene perché non è mai tardi per cambiare e ricostruire la propria vita. Vivere una vita modesta ma poter camminare a testa alta vale molto più che avere tanti soldi e poi doversi nascondere. Guardate negli occhi i vostri figli e, se non li avete ancora, guardate i nostri occhi, gli occhi dei bambini, gli occhi di tutte le persone oneste e innocenti che vorrebbero semplicemente vivere una vita serena e dignitosa senza aver paura di uscire di casa, senza temere per i propri figli.
Noi vogliamo vivere e vogliamo che viva anche la nostra città!

La banalità del male

ProDSC_4605prio ieri sera, durante la consueta riunione del mercoledì, insieme ai giovani dell’Epicentro ho affrontato il tema della violenza dilagante nella nostra città: qualche giorno fa l’incendio dell’ingresso del Liceo Scientifico, una bomba fatta esplodere ai danni di una attività commerciale e colpi di pistola contro l’abitazione di un pensionato si pensa a scopo intimidatorio. Questa mattina apprendo dalla stampa locale che altre tre bombe rudimentali sono state fatte esplodere ai danni di altrettante attività commerciali. Stare in silenzio è diventato insopportabile tanto quanto la rassegnazione che si respira. Ciò che più sconcerta è la “banalità del male” che sembra ormai di routine: si spara, si fanno scoppiare ordigni così come si va a fare la spesa o si porta i propri figli a scuola. Reagire è un dovere morale e civile. I giovani sognano di scappare via dalla nostra città per avere un futuro migliore e più sicuro mentre il futuro di San Severo appare sempre peggiore e meno sicuro.
Eppure sono ostinatamente convinto che questa città può e deve farcela perché il suo tessuto sociale è buono, la maggioranza della gente è onesta e laboriosa così come la stragrande maggioranza dei giovani è buona e desiderosa di impegnarsi. Ci sono associazioni, esperienze di volontariato e di servizio, fermenti positivi che fanno ben sperare… Bisogna metterle in luce per combattere le ombre. “Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”, diceva Martin Luther King e allora basta tacere! Io e i ragazzi dell’Epicentro faremo di tutto per farci sentire e ci auguriamo che in tanti facciano lo stesso. San Severo non deve morire!