Novità

Pellegrinaggio a piedi

Questo è il terzo anno di seguito che viviamo l’esperienza del pellegrinaggio a piedi. Oltre a metterci alla prova nell’affrontare la strada e la fatica, il pellegrinaggio ci dà l’opportunità di conosolidare i nostri rapporti di amicizia e di riflettere su un tema. Quest’anno abbiamo riflettuto sulla figura del pastore nella comunità ecclesiale, “pastore con l’odore delle pecore”, come ebbe a dire Papa Francesco. Lo scorso 20 aprile abbiamo ricordato il 24° anniversario della morte di d. Tonino Bello, Vescovo di Molfetta. Amico dei giovani, costruttore di pace, profeta del nostro tempo è stato davvero un pastore con l’odore delle pecore. Lo scorso 23, inoltre, a Latina è stato ordinato il nostro nuovo vescovo don Gianni Checchinato. Durante il nostro cammino abbiamo pregato per lui e il suo ministero in mezzo a noi in modo particolare durante la Messa conclusiva. Per le nostre riflessioni ci siamo lasciati illuminare dalla Parola di Dio e dalle splendide riflessioni di don Tonino.

 

Don Gianni ordinato Vescovo

Eravamo in 9 ieri a Latina per l’ordinazione episcopale di don Gianni Checchinato. Ora lo aspettiamo il 6 maggio per la presa di possesso della nostra diocesi e in quell’occasione saremo sicuramente più numerosi!

Servire i giovani

Oggi, 24 anni fa, ci lasciava don Tonino Bello vescovo di Molfetta. Voglio ricordarlo con questa sua straordinaria e profonda riflessione sul servizio ai giovani.

Noi ci affanniamo, sì, ad organizzare convegni per i giovani, facciamo la vivisezione dei loro problemi su interminabili tavole rotonde, li frastorniamo con l’abbaglio del meeting, li mettiamo anche al centro dei programmi pastorali, ma poi resta il sospetto che, sia pure a fin di bene, più che servirli, ci si voglia servire di loro.

Perché, diciamocelo con franchezza, i giovani rappresentano sempre un buon investimento. Perché sono la misura della nostra capacità di aggregazione e il fiore all’occhiello del nostro ascendente sociale. Perché, se sul piano economico il loro favore rende in termini di denaro, sul piano religioso il loro consenso paga in termini di immagine. Perché, comunque, è sempre redditizia la politica di accompagnarsi con chi, pur senza soldi in tasca, dispone di infinite risorse spendibili sui mercati generali della vita.

Servire i giovani, invece, è tutt’altra cosa.

Significa considerarli poveri con cui giocare in perdita, non potenziali ricchi da blandire furbescamente in anticipo.

Significa ascoltarli. Deporre i panneggi del nostro insopportabile paternalismo. Cingersi l’asciugatoio della discrezione per andare all’essenziale. Far tintinnare nel catino le lacrime della condivisione, e non quelle del disappunto per le nostre sicurezze predicatorie messe in crisi. Asciugare i loro piedi, non come fossero la pròtesi dei nostri, ma accettando con fiducia che percorrano altri sentieri, imprevedibili, e comunque non tracciati da noi.

Significa far credito sul futuro, senza garanzie e senza avvalli. Scommettere sull’inedito di un Dio che non invecchia. Rinunciare alla pretesa di contenerne la fantasia. Camminare in novità di vita verso quei cieli nuovi e quelle terre nuove a cui si sono sempre diretti i piedi di Giovanni, l’apostolo dagli occhi di aquila, che è morto ultracentenario senza essersi stancato di credere nell’amore.

Servire i giovani significa entrare con essi nell’orto degli ulivi, senza addormentarsi sulla loro solitudine, ma ascoltandone il respiro faticoso e sorvegliandone il sudore di sangue.

Significa seguire, sia pur da lontano, la loro via crucis e intuire, come il Cireneo ha fatto con Gesù, che anche quella dei giovani, abbracciata insieme, è una croce che salva. Significa, soprattutto, essere certi che dopo i giorni dell’amarezza c’è un’alba di resurrezione pure per loro.

E c’è anche una pentecoste. La quale farà un rogo di tutte le scorie di peccato che invecchiano il mondo. E attraverserà la schiena della terra adolescente con un brivido di speranza.

Saremo capaci di essere una Chiesa così serva dei giovani, da investire tutto sulla fragilità dei sogni?

don Tonino Bello

Parole che rassicurano…

Il nuovo vescovo di San Severo Mons. Giovanni Checchinato, in un’intervista rilasciata al giornale diocesano “Oltre la Porta”, ha parlato dell’Epicentro. Le sue parole, che riporto di seguito, sono state motivo di grande gioia e di incoraggiamento per tutti noi. Domenica prossima 23 aprile in nove saremo presenti all’ordinazione episcopale di don Gianni in attesa di essere più numerosi il prossimo 6 maggio giorno del suo ingresso nella nostra diocesi.

“Un’altra cosa che mi rassicura è vedere che la Diocesi di San Severo si può “permettere” di avere un sacerdote che non sta in parrocchia, ma sta vicino ai giovani, don Nico d’Amicis. Quella dell’Epicentro Giovanile è un’esperienza singolare che ho conosciuto brevissimamente, ma mi è apparsa molto interessante”.

Settimana Santa

Di seguito un foto racconto dei momenti vissuti durante la Settimana Santa

La Domenica delle Palme

La messa dell’Ultima Cena

Apertura del salvadanaio con le offerte per la Missione di Cotiakou

La Via Crucis del Venerdì Santo su Monte Celano

Veglia Pasquale e Messa della Risurrezione

Colletta Pasquale Cup

Oggi pomeriggio una nostra rappresentativa ha partecipato al quadrangolare di beneficenza “Colletta Pasquale Cup” finalizzata alla raccolta di generi alimentari di prima necessità e di indumenti che, come ogni anno, verranno dati in beneficenza alle famiglie più bisognose. L’evento, organizzato dall’A.s.d. Gioventù calcio San Severo, ha visto la partecipazione di diverse associazioni. Le donazioni alimentari e di vestiario arriveranno ai bisognosi attraverso alcune parrocchie di San Severo.

Di nuovo nella Casa di Reclusione

Finalmente, dopo diversi mesi, sono arrivati i permessi per poter entrare nella Casa di Reclusione di San Severo ed abbiamo potuto riprendere l’iniziativa, avviata con l’anno della misericordia, di condividere la celebrazione eucaristica con i detenuti. Domenica scorsa eravamo in 9 e ci auguriamo di essere ancora di più domenica prossima per celebrare lì la Pasqua.

Una visita molto gradita

Potevamo aspettarci di tutto ma che un gruppo di ragazzi e di genitori di una parrocchia di Troia chiedesse di visitare l’Epicentro, proprio no. Erano in 40, della parrocchia di San Secondino… Una visita tanto sorprendente quanto gradita. Sapere che il nostro centro è conosciuto anche fuori San Severo e fuori diocesi non può che farci piacere. L’incontro si è svolto in un clima di grande familiarità. Don Nico ha presentato a grandi linee la nostra realtà mostrando anche qualche video. Poi alcune domande e l’intervento di Fabio e Ruggiero che hanno raccontato la loro esperienza. Ci siamo salutati con la promessa di incontrarci ancora.

Flashmob contro la criminalità

C’eravamo anche noi ieri sera al flashmob contro la criminalità che ha visto una straordinaria partecipazione di cittadini di tutte le età. Una forte risposta della società civile agli ultimi episodi di violenza che hanno colpito la nostra città. Questa manifestazione fa seguito a quella organizzata da noi il 19 novembre 2015 segno evidente che la San Severo buona è stanca di subire i soprusi da parte della criminalità.

Secondo Meeting di Missio Giovani Puglia

Domenica 5 a Lucera presso il Centro Comunità “Giovanni Paolo II” si è tenuto il secondo Meeting Regionale di Missio Giovani Puglia e noi dell’Epicentro eravamo in 21. Con noi c’erano anche Alex Zappalà e Giovanni Rocca nuovo segretario nazionale di Missio Giovani. Ancora una volta don Giuseppe Venneri ha guidato la nostra riflessione su Maria Maddalena. La Messa, presieduta dal nuovo vescovo di Lucera Mons. Giuseppe Giuliano, è stata animata in modo straordinario dal coro della parrocchia di S. Matteo Apostolo al Carmine il cui parroco, d. Vincenzo Onorato, è anche direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano. Poi, come al solito, dopo il pranzo i lavori di gruppo e la condivisione conclusiva. Inutile dire che i nostri ragazzi sono stati protagonisti soprattutto nel portare allegria. Il video parla chiaro!