Archivio di don Nico

Matrimonio di Leo e Federica

Altri due giovani dell’Epicentro sono convolati a nozze! Lo scorso 19 giugno è stata la volta di Leo Pertosa e Federica Giagnorio: bellissimi e felicissimi durante la celebrazione e la festa che è seguita. Val la pena sottolineare che Zio Leo (così è chiamato dai ragazzi del centro) frequenta l’Epicentro da circa venti anni. Buona vita, ragazzi!

Na commedia ‘e tre atte

Anche quest’anno alcuni giovani dell’Epicentro si sono cimentati nell’attività teatrale. Guidati dall’ormai esperto Michele De Sinno, ieri sera nella sala teatro della Parrocchia Sacra Famiglia, hanno messo in scena la commedia di Eduardo Scarpetta “Na commedia ‘e tre atte”. Fatta eccezione per Michele e per il “navigato” e sempre bravo Giuseppe Verrillo, i ragazzi e le ragazze impegnati nella commedia erano tutti alla prima esperienza di recitazione; nonostante questo sono stati davvero molto bravi riscuotendo molti applausi dal pubblico presente. E tra il pubblico c’era anche il nostro vescovo. Sì è trattenuto per un solo atto ma anche lui ha espresso apprezzamento per lo spettacolo e la bravura dei ragazzi che, come ho avuto modo di dirgli, hanno fatto tutto da soli. Al prossimo anno!

Che festa!

“Che festa!”, questo il titolo dato al primo incontro del nostro vescovo don Gianni con le famiglie e i giovani della diocesi. Ed è stata davvero una grande festa! Il salone della Parrocchia Madonna della Divina Provvidenza era pieno come non mai e molte persone non sono riuscite ad entrare. Un incontro segnato dalla gioia, dai sorrisi e dai sogni. Ecco una sintesi di quanto ha detto don Gianni. Noi condividiamo i suoi sogni e saremo al suo fianco.
“Una Chiesa con le porte aperte in umiltà e con schiettezza, nella correzione fraterna, incoraggiandoci a vicenda senza mai offendere.
Penso ad una Chiesa che impara dalla famiglia in uno scambio reciproco di doni.
La famiglia insegna a camminare con il passo degli ultimi, i più piccoli…
Sogno:
una Chiesa che cammina con il passo degli ultimi;
una Chiesa vera aperta a tutti, ospedale da campo;
una Chiesa che rispetta e ascolta le profezie…;
una Chiesa che ascolta anche che è dissidente…;
Una Chiesa che impara dai giovani;
Una Chiesa in atteggiamento di missione, aperta sempre più lontano…
E’ bello che questa Chiesa locale ha una parrocchia in missione!
Il mio sogno:
Giovani, famiglia e missione!”

Incontro con Erri De Luca

Oggi, grazie alla disponibilità della dirigente dell’ITES “A. Fraccacreta” Prof. Filomena Mezzanotte, alcuni di noi insieme a don Nico hanno avuto la possibilità di partecipare ad un incontro con Erri De Luca tenutosi a Scampia. Tema dell’incontro “La parola contraria”, titolo di un libro di Erri De Luca nel quale ripercorre la vicenda legata alla vicenda giudiziaria per la sua opposizione alla realizzazione della TAV. Si è parlato anche della situazione delle Vele e della rinascita di Scampia come pure del dramma dei migranti. Abbiamo avuto la possibilità di incontrare il nostro amico Davide Cerullo e visitare il “Centro Hurtado” tenuto dai Padri Gesuiti.

Erri De Luca e Davide Cerullo

Con P. Sergio Sala nel “Centro Hurtado” dei Padri Gesuiti

Servire i giovani

Oggi, 24 anni fa, ci lasciava don Tonino Bello vescovo di Molfetta. Voglio ricordarlo con questa sua straordinaria e profonda riflessione sul servizio ai giovani.

Noi ci affanniamo, sì, ad organizzare convegni per i giovani, facciamo la vivisezione dei loro problemi su interminabili tavole rotonde, li frastorniamo con l’abbaglio del meeting, li mettiamo anche al centro dei programmi pastorali, ma poi resta il sospetto che, sia pure a fin di bene, più che servirli, ci si voglia servire di loro.

Perché, diciamocelo con franchezza, i giovani rappresentano sempre un buon investimento. Perché sono la misura della nostra capacità di aggregazione e il fiore all’occhiello del nostro ascendente sociale. Perché, se sul piano economico il loro favore rende in termini di denaro, sul piano religioso il loro consenso paga in termini di immagine. Perché, comunque, è sempre redditizia la politica di accompagnarsi con chi, pur senza soldi in tasca, dispone di infinite risorse spendibili sui mercati generali della vita.

Servire i giovani, invece, è tutt’altra cosa.

Significa considerarli poveri con cui giocare in perdita, non potenziali ricchi da blandire furbescamente in anticipo.

Significa ascoltarli. Deporre i panneggi del nostro insopportabile paternalismo. Cingersi l’asciugatoio della discrezione per andare all’essenziale. Far tintinnare nel catino le lacrime della condivisione, e non quelle del disappunto per le nostre sicurezze predicatorie messe in crisi. Asciugare i loro piedi, non come fossero la pròtesi dei nostri, ma accettando con fiducia che percorrano altri sentieri, imprevedibili, e comunque non tracciati da noi.

Significa far credito sul futuro, senza garanzie e senza avvalli. Scommettere sull’inedito di un Dio che non invecchia. Rinunciare alla pretesa di contenerne la fantasia. Camminare in novità di vita verso quei cieli nuovi e quelle terre nuove a cui si sono sempre diretti i piedi di Giovanni, l’apostolo dagli occhi di aquila, che è morto ultracentenario senza essersi stancato di credere nell’amore.

Servire i giovani significa entrare con essi nell’orto degli ulivi, senza addormentarsi sulla loro solitudine, ma ascoltandone il respiro faticoso e sorvegliandone il sudore di sangue.

Significa seguire, sia pur da lontano, la loro via crucis e intuire, come il Cireneo ha fatto con Gesù, che anche quella dei giovani, abbracciata insieme, è una croce che salva. Significa, soprattutto, essere certi che dopo i giorni dell’amarezza c’è un’alba di resurrezione pure per loro.

E c’è anche una pentecoste. La quale farà un rogo di tutte le scorie di peccato che invecchiano il mondo. E attraverserà la schiena della terra adolescente con un brivido di speranza.

Saremo capaci di essere una Chiesa così serva dei giovani, da investire tutto sulla fragilità dei sogni?

don Tonino Bello

Parole che rassicurano…

Il nuovo vescovo di San Severo Mons. Giovanni Checchinato, in un’intervista rilasciata al giornale diocesano “Oltre la Porta”, ha parlato dell’Epicentro. Le sue parole, che riporto di seguito, sono state motivo di grande gioia e di incoraggiamento per tutti noi. Domenica prossima 23 aprile in nove saremo presenti all’ordinazione episcopale di don Gianni in attesa di essere più numerosi il prossimo 6 maggio giorno del suo ingresso nella nostra diocesi.

“Un’altra cosa che mi rassicura è vedere che la Diocesi di San Severo si può “permettere” di avere un sacerdote che non sta in parrocchia, ma sta vicino ai giovani, don Nico d’Amicis. Quella dell’Epicentro Giovanile è un’esperienza singolare che ho conosciuto brevissimamente, ma mi è apparsa molto interessante”.

Secondo Meeting di Missio Giovani Puglia

Domenica 5 a Lucera presso il Centro Comunità “Giovanni Paolo II” si è tenuto il secondo Meeting Regionale di Missio Giovani Puglia e noi dell’Epicentro eravamo in 21. Con noi c’erano anche Alex Zappalà e Giovanni Rocca nuovo segretario nazionale di Missio Giovani. Ancora una volta don Giuseppe Venneri ha guidato la nostra riflessione su Maria Maddalena. La Messa, presieduta dal nuovo vescovo di Lucera Mons. Giuseppe Giuliano, è stata animata in modo straordinario dal coro della parrocchia di S. Matteo Apostolo al Carmine il cui parroco, d. Vincenzo Onorato, è anche direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano. Poi, come al solito, dopo il pranzo i lavori di gruppo e la condivisione conclusiva. Inutile dire che i nostri ragazzi sono stati protagonisti soprattutto nel portare allegria. Il video parla chiaro!

Comunicato congiunto Caritas Epicentro

I colpi di arma da fuoco esplosi questa notte contro i mezzi del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia, impegnati in questi giorni nel presidio del nostro territorio, rappresentano un fatto gravissimo e una sfida lanciata dalla criminalità locale alla città intera. Il clima di violenza creatosi ultimamente nella nostra città non sembra arrestarsi nonostante l’impegno che Istituzioni, Forze dell’Ordine e cittadini profondono generosamente in queste ore per porre un argine ad una così assurda violenza.

La Caritas diocesana di San Severo e l’Epicentro Giovanile esprimono sincera solidarietà alle Forze dell’Ordine presenti in città. Dopo il momento di preghiera e riflessione svoltosi lunedì scorso nella Parrocchia Sacra Famiglia di San Severo, con la testimonianza di alcune vittime dei fenomeni criminali accaduti nei giorni scorsi, mentre esprimiamo preoccupazione e sgomento per l’accaduto, ribadiamo la nostra volontà a collaborare con ogni mezzo e iniziativa che possa garantire serenità all’intera comunità cittadina. Intanto continuiamo nel nostro impegno quotidiano negli ambiti che ci sono propri: quello del venire incontro alle necessità di tutti i bisognosi e quello dell’educazione e della formazione dei giovani che restano sempre e comunque la nostra speranza.

Inoltre, invitiamo rappresentanti delle forze politiche, associazioni, movimenti e cittadini tutti a non fomentare un clima di divisione e a non creare contrapposizioni inutili e sterili. Soltanto se uniti possiamo lanciare un messaggio di speranza e vincere questa sfida alla criminalità e ad ogni forma di violenza che sembrano imperare tra le nostre case.

Lo sgombero del Gran Ghetto, realtà vergognosa che era presente nel territorio del Comune di San Severo, effettuato nei giorni scorsi e che ha comportato l’accoglienza temporanea di un centinaio di migranti presso strutture della città, è un evento che non va assolutamente connesso con gli ultimi fatti criminosi che hanno visto protagonisti nostri concittadini.

don Nico d’Amicis
don Andrea Pupilla

Ancora sul Benin

Questa sera Rino e Fabio hanno raccontato la propria esperienza nella missione di Cotiakou durante un incontro con i giovani della Parrocchia della Divina Provvidenza. Un grazie sincero al parroco don Salvatore Ricci che ci ha dato questa opportunità.

Un ritiro un po’ strano

Oggi, come ogni mese, abbiamo vissuto l’esperienza del ritiro spirituale ma questa volta ci sono state alcune novità. Anzitutto non siamo andati fuori ma siamo rimasti all’Epicentro e poi, dopo le Lodi, la riflessione non è stata tenuta da d. Nico bensì da Mauro, Rino e Fabio. Dopo aver ascoltato il racconto della creazione tratto dal libro della Genesi, abbiamo visto un video sullo smaltimento dei rifiuti elettonici e particolarmente inquinanti in Ghana. In seguito Rino e Fabio ci hanno parlato rispettivamente del “grido” che viene dalla terra e della “cultura dello scarto”. Terminato questo momento siamo passati alla pratica dandoci da fare per pulire la nostra casa che ci accoglie ogni giorno, soprattutto gli spazi esterni. Al termine dei lavori abbiamo partecipato alla Messa seguita dal pranzo a sacco e da un momento di confronto nel pomeriggio. Un ritiro sprituale – pratico, un po’ strano ma che ci ha entusiasmato.