Archivio di Novembre 2020

Vivere in tempo di pandemia 7

Mi chiamo Christian e frequento il centro da 9 anni. Mi ritrovo qui grazie a mio fratello che mi ci ha portato quando ero ancora piccolo, grazie a me che che ho continuato a frequentarlo sempre e grazie a Nico anche che mi ha sempre permesso di venire anche se diceva che ero un po’ piccolo e “fastidioso” per gli altri; effettivamente all’epoca scherzavo molto e davo davvero tanto fastidio. Sono sempre stato contento delle attività che facciamo, in modo particolare dei momenti in cui ci confrontiamo condividendo le nostre esperienze anche se sono ancora un po’ timido. Ho conosciuto ragazzi nuovi con i quali ho potuto parlare e stringere amicizie. Questo tempo di pandemia lo sto vivendo in un modo orrendo soprattutto a scuola. Sto frequentando l’ultimo anno della scuola superiore e doverlo vivere con la didattica a distanza, senza poter incontrare gli amici e i professori è davvero deprimente e stancante per tutti . In questo momento la persona che mi manca di più è mio padre scomparso qualche anno fa quando ero ancora piccolo… L’Epicentro mi ha insegnato tante cose, in particolare il saper parlare con una persona che si trova in un momento di difficoltà e aiutarsi l’uno con l’altro.

Christian Verrillo

Vivere in tempo di pandemia 6

Ciao a tutti! Sono Mariano, ho 15 anni e frequento l’Epicentro da poco più di un mese. Questo periodo è un po’ strano e non solo per me… Credo lo sia per tutti. È strano perché, per esempio, al centro non possiamo stare troppo vicini e dobbiamo indossare la mascherina. Con la DAD ho un rapporto di amore e odio: mi piace e non mi piace. Ci sono aspetti che me la fanno apprezzare e altri, invece, che me la fanno odiare. In famiglia potrebbe andare meglio ma non mi lamento se non fosse per il fatto che non vedo mia nonna da tanto tempo a causa di un intervento che l’ha resa quasi totalmente paralizzata. 🙁
Frequentando da poco il centro non conosco benissimo tutti però voglio già bene a tutti. Spero tanto arrivino tempi migliori sia per l’Epicentro sia per tutto il resto.

Mariano Maratea

Vivere in tempo di pandemia 5

Tempo di pandemia… Non proprio un bel momento. Credo che ciò che dovremmo cercare di fare è vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, anche quando ormai ci sembra che non ci sia più acqua… Credo che possa essere l’unica cosa che non ci fa affondare.
È circa un mese che sono positivo (fortunatamente asintomatico) e sono chiuso in casa da solo. Stare da soli per tanto tempo ti costringere a stare un po’ anche con te stesso e questo a volte può fare davvero paura… Perché magari sei l’ultima persona con la quale tu vorresti stare, perché magari sei costretto a pensare a tutte le cavolate che hai fatto nella tua vita… Ed è esattamente questo il momento di vedere quell’acqua, di cercare goccia dopo goccia di quel bicchiere.
Ho capito che la solitudine fa paura per questo motivo. Perché non hai più modo di scappare da te (cosa che in tempi “normali” può venire molto facile con le mille attività che possiamo fare). Fa impazzire davvero un isolamento… Ed ho la possibilità di sentire tutti quando voglio, di fare videochiamate, inviare messaggi, ma l’isolamento è brutto… Sai che non puoi abbracciare nessuno e questo mi fa pensare a quanto è brutto questo virus, che è riuscito a togliermi una delle cose essenziali della mia vita: il contatto fisico con le persone. E l’isolamento fa perdere a volte il contatto con la realtà anche (basti pensare che sono entrato in casa che faceva caldo ed ora vedo tutti con i cappotti per strada).
Penso tanto ad una nuova canzone dei Negramaro, Contatto… Per arrivare a vederti, per arrivare a toccarti, per arrivare fin qui, ho dovuto sognarti. Ho trovato il contatto, era solo in un sogno.
Ecco questo è vedere il bicchiere mezzo pieno forse: sognare.
I primi 10 giorni li ho passati a cercare di non impazzire, i successivi 10 giorni li ho passati a convincermi che fossi diventato pazzo. 🙂

Capisco sempre più l’importanza di un sorriso ricevuto e di uno magari non dato.
Capisco l’importanza, almeno per me, del contatto fisico.
Capisco che l’amore deve essere tutto, anche quando non vogliamo.
Capisco che se mi guardo attorno non sono solo.
Capisco che forse non è stato poi una cosa così negativa questo isolamento.
Capisco che dovremmo dedicarci molto più tempo di quanto facciamo di solito.
Capisco l’importanza di lasciare andare via qualcuno dalla tua vita.
Capisco che devo voler bene a Giovanni (qualcuno me lo ha ripetuto più volte).
Capisco che non sono libero se non amo.
Capisco che non mi piace raccontarmi, scrivere…
Capisco che è terribilmente liberatorio raccontarmi, scrivere (magari meglio se con carta e penna).
Capisco che potrei continuare a scrivere all’infinito ora che ho iniziato (e credo e spero che lo farò, ma per me e magari su un diario…)
IN REALTÀ CREDO CHE NON HO CAPITO ANCORA UN CA**O e che devo capire ancora tante cose…

Forse potrebbe essere questo il mio bicchiere mezzo pieno…

Giovanni Stilla

Vivere in tempo di pandemia 4

Ho conosciuto l’Epicentro dopo aver iniziato il primo anno di scuola superiore. Durante il quale ho avuto don Nico come professore di religione che invitava tutti a frequentare l’Epicentro Giovanile. Ad oggi sono 4 anni che frequento il centro dove ho avuto la possibilità di stringere tantissime amicizie e vivere tantissime esperienze che mi hanno segnato profondamente e per sempre. Purtroppo anche l’Epicentro sta risentendo di questo brutto periodo che stiamo vivendo… Sono tempi difficili ma stiamo facendo di tutto per restare uniti. Durante il primo periodo di quarantena, pur di vederci e stare insieme, ci incontravamo tramite videochiamate e ci raccontavamo come trascorrevamo le giornate ed altro ancora. Questa situazione la sto vivendo, come penso tutti, un po’ male… Non possiamo fare niente, non possiamo nemmeno fare delle uscite con il centro, stare tutti insieme, parlare, fare delle attività… Spero che questo brutto periodo passi subito così da poter tornare a stare tutti insieme, anche se non come prima ma almeno stare insieme. 😊

Francesco Cappucci

Vivere in tempo di pandemia 3

Oggi sarà Simona, un tempo molto attiva nel nostro centro ed ora mamma di due splendidi bambini, a donarci la sua originale testimonianza e riflessione.

La pandemia in alcuni casi e a momenti alterni ti mette a dura prova, emotivamente, fisicamente e psicologicamente… Sta a noi andare avanti ogni giorno con responsabilità senza farci sopraffare da emozioni negative imparando, più di prima, a riconoscerle e controllarle. Vi regalo una storia per i vostri bambini, e perché no, anche per noi adulti.

Vivere in tempo di pandemia 2

A differenza della scorsa ondata di contagi, questa che stiamo vivendo ora mi sembra peggiore.
Finalmente eravamo tornati tutti insieme a scuola ma, dopo neanche un mese, ci hanno di nuovo separati. Questa DAD è orribile! È stressante passare 5 o 6 ore al giorno davanti al computer con soli pochi minuti di pausa tra una lezione e un’altra. Le materie più difficili non si riescono a capire bene e alcuni professori ci assegnano capitoli interi perché “stiamo facendo la bella vita a stare chiusi in casa dalla mattina alla sera”.
Non vedo i miei amici da quasi un mese, e proprio quest’anno che ho iniziato a frequentare l’Epicentro e a divertirmi, non posso più farlo come prima. Non posso abbracciare o toccare nessuno, non si può più vedere il sorriso di una persona. Ora si tenta di capire l’umore degli altri guardando gli occhi…
Spero veramente che nel 2021 si possa tornare piano piano alla normalità, perché continuare così è un incubo non solo per noi ragazzi che non possiamo divertirci, ma per tutti.

Noemi Montanaro

Vivere in tempo di pandemia 1

Nei prossimi giorni pubblicherò le testimonianze di alcuni ragazzi che racconteranno, con molta semplicità, come stanno vivendo e affrontando questo tempo così difficile. La prima è di un ragazzo di terza media, Alfonso Cassone, il più giovane di noi.

Ho conosciuto questa realtà, “Epicentro Giovanile”, grazie a mio fratello che mi ha consigliato di andarci. Ho conosciuto molte persone con con cui ho stretto una grande amicizia. Durante questo brutto periodo trascorro il mio tempo studiando e giocando alla Playstation. La persona che mi manca di più in questo momento è mio nonno che purtroppo nei giorni scorsi è venuto a mancare. La cosa che mi manca di più di mio nonno è la sua presenza, il suo carattere divertente e quando dormivamo insieme.