Archivio di Gennaio 2017

Cotiakou: la testimonianza di Rino

Nayesu… Scusate ma devo ancora riprendermi un po’.
Ebbene questa è la seconda volta che vado in Benin nella nostra missione di Cotiakou e, come già accadde nel 2014, ho vissuto un’esperienza a dir poco fantastica.
Sarò breve non per egoismo, ma solo perché le cose da dire sono troppe e forse non tutti le capirebbero.
Due anni fa lasciai la terra d’Africa con la convinzione che prima o poi ci sarei ritornato e quando don Nico mi ha riproposto questo viaggio sentivo che non era lui a chiedermelo ma era l’Africa stessa che mi chiamava. Così, arrivato il fatidico giorno della partenza, la voglia di rimettere piede sulla terra rossa mi bruciava dentro.
Esattamente come l’avevo lasciata, l’Africa mi ha aspettato a braccia aperte ed io volentieri mi ci sono buttato lasciandomi abbracciare. Quest’esperienza è stata una conferma… La conferma della mia fede! Sin da subito mi ero posto l’obiettivo di non perdermi nulla di quanto la vita nella missione mi offriva e così, mentre qui in Italia i miei coetanei chiudevano gli occhi al sorgere del sole, io alle 6,20 mi svegliavo per andare a Messa insieme ai miei compagni di viaggio Fabio, Alessandro e don Nico.
Fidatevi: incontrarsi di nuovo davanti a quella piccola chiesa con le suore e la gente del villaggio mi faceva stare veramente bene.
Questo viaggio, ma soprattutto la gente che ho incontrato, ha contribuito considerevolmente a rendermi fiero e orgoglioso della mia fede.
E scusate se è poco, ma il grande protagonista di tutto ciò è uno dei preti missionari, don Leonardo Di Ianni, che ormai da 12 anni annuncia la Parola di Dio in quella terra. Spesso si sente parlar male della Chiesa, ma gente come don Leo purtroppo non fa notizia.
Però ora non voglio dilungarmi troppo… La mia esperienza nel villaggio di Cotiakou è stata spettacolare e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a renderla tale. Sarebbe bello che tutti potessero fare un’esperienza di missione ma, per iniziare, si può partire dalle mura di casa nostra, dall’oratorio o dal nostro luogo di intrattenimento facendoci prossimi alle persone che incontriamo… Chiunque esse siano!